Corriere della Sera (22 marzo 2001)
ELZEVIRO - Per un repertorio greco
L'elenco telefonico dell'antica Atene
di Luciano Canfora
Quanti ateniesi conosciamo? Esattamente un secolo fa apparve
quello che fu scherzosamente chiamato l'elenco telefonico
dell'antica Atene: la Prosopografia attica di Johannes Kirchner.
Lì ci sono tutti gli ateniesi di cui vi è
traccia in ogni tipo di fonte, dai dialoghi di Platone alla
più modesta epigrafe funeraria. Nei limiti del possibile,
con un corredo di notizie tratte dalle fonti e con l'indicazione
dei rapporti di parentela con altri personaggi conosciuti.
Oggi a distanza di un secolo esatto dal celebre "elenco
telefonico" si compie la prima parte (fino al IX volume)
di un'opera totalmente nuova che soppianterà l'antica
quando i venti volumi previsti saranno completati: Persons
of Ancient Athens (Toronto, Athenians, copyright di J.S.
Traill, che ne è anche il curatore). Il nono volume
comprende Theta , Eta , Iota (e dunque anche nomi importantissimi
quali Temistocle, Teramene, Tucidide). Il vantaggio della
nuova prosopografia è evidente: non solo si basa
su un materiale molto più vasto, visto che è
intercorso un intero secolo ricco di scoperte epigrafiche,
ma gli autori utilizzati sono citati per esteso. Il che
consente di capire alla prima consultazione quanto veramente
sappiamo di ciascuno di questi grandi o meno grandi ateniesi,
compresi nell'arco di una dozzina di secoli. Quando si adopera
un repertorio del genere si comprende appieno l'intreccio
inestricabile tra storia e biografia. E tocchiamo con mano
quanto poco sappiamo di un mondo che crediamo di conoscere
e di cui proponiamo ricostruzioni storiche più o
meno friabili. Ma è il fatto stesso che si possa
tentare l'impresa di raccogliere tutti i dati noti su tutti
i personaggi ateniesi di cui abbiamo traccia che dimostra
che sappiamo davvero pochissimo di quel mondo. Per quale
altro Stato di altra e più recente epoca storica
tenteremmo un'impresa del genere? Qualunque dizionario biografico,
di qualunque paese moderno, presenta solo una scelta selettiva,
magari arbitraria, ma strettamente e programmaticamente
limitata ai "personaggi". Questo vale per un'opera
sintetica quale il britannico Dictionary of the national
Biography, redatto dal padre di Virginia Woolf (un unico
redattore è quasi una follia, per opere del genere!),
ma anche per un'opera ciclopica quale il Dizionario biografico
degli italiani.
L'aspetto sconcertante, e forse fertile di risultati, è
che per Atene (o per altre città antiche) le fonti
letterarie ci danno solo i nomi dei "grandi",
o degli abbastanza grandi, mentre i documenti, le migliaia
di epigrafi, le lettere su papiro, i documenti catastali
o fondiari trovati in Egitto, ci danno i nomi di persone
qualunque: un campione casuale, che ci permette di irrompere
nella realtà, vera o smisurata. Ma quasi per caso.
L'azzardo è di ricostruire un "tutto" a
partire da simili dislivelli. Ed è forse lì
l' unicum della storia antica.
In un bel libro di Mario Bretone In difesa della storia
(Laterza, 2000), è messo a frutto un pensiero di
Theodor Mommsen, che dice, con efficacia e senza patriottismo
disciplinare, dove può essere il punto d'incontro
tra totalità e selezione. "Non c'è una
storia - dice Mommsen - senza fantasia; né è
storia tutto ciò su cui amavano e amano fantasticare
i filologi alessandrini e quelli contemporanei. L'indagine
storica correttamente orientata non tenta di ricostruire
nella maniera più completa possibile il diario del
mondo (...). Essa cerca le vette e le vedute dall'alto,
e solo da punti felici, e in ore felici, le riesce di guardare
in basso alle leggi immutabili della necessità, che
stanno eternamente salde come le Alpi, e alle multiformi
passioni degli uomini, che girano loro intorno come le nuvole
senza alterarle". I detriti, innumerevoli e sparsi,
di una documentazione riguardante potenzialmente (quand'era
completa) tutti - "il diario del mondo"! - sono
il necessario correttivo ad una storia fatta di sole vette.
E la prosopografia è lo strumento, apparentemente
umile, che costringe gli uni e gli altri ad incontrarsi,
e lo storico a riflettere sulla loro vicenda, in realtà
sempre aperta.
|